Tutti gli articoli
Sicurezza online#Guida completa9 min di lettura

Cyberbullismo: cos'è, come riconoscerlo e cosa fare (guida per genitori)

Cos'è il cyberbullismo, le forme più comuni, i segnali da non sottovalutare e cosa fare passo per passo. Con le novità della legge 70/2024 e i numeri a cui rivolgersi.

Team KidInspector
Un ragazzo guarda lo smartphone con la mano sulla fronte, preoccupato

Il cyberbullismo è l'insieme di offese, prese in giro, minacce ed esclusioni ripetute che un ragazzo subisce online: nella chat di classe su WhatsApp, nei commenti su Instagram e TikTok, nei videogiochi o con un profilo falso creato a suo nome. A differenza del bullismo "di persona", non finisce all'uscita da scuola: arriva sul telefono anche la sera e nel weekend, e può essere visto da decine di persone.

In questa guida trovi cos'è il cyberbullismo secondo la legge, come riconoscere i segnali, cosa fare passo per passo, cosa prevedono la legge 71/2017 e la legge 70/2024 e a chi rivolgersi. Le informazioni sono aggiornate a ottobre 2026.

Cos'è il cyberbullismo

La legge 71/2017 definisce il cyberbullismo come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità o trattamento illecito di dati personali compiuta online ai danni di minori (Autorità garante per l'infanzia). Con la legge 70/2024 la stessa norma tutela anche dal bullismo offline, definito come aggressione o molestia reiterate da parte di una persona o di un gruppo.

Tre elementi aiutano a distinguere il cyberbullismo da un litigio occasionale:

  • Ripetizione: non un messaggio sgarbato, ma un comportamento che si ripete.
  • Intenzione di ferire: umiliare, isolare, spaventare.
  • Squilibrio di forze: un gruppo contro uno, un ragazzo più grande o più popolare, l'anonimato di chi attacca.

Non è un fenomeno raro. Secondo l'ISTAT, nel 2023 il 68,5% dei ragazzi tra 11 e 19 anni ha subito almeno un episodio offensivo, aggressivo o di esclusione nell'ultimo anno; circa il 34% è stato vittima di cyberbullismo almeno una volta e il 7,8% in modo ripetuto, più di una volta al mese (ISTAT). Nel 2025 la Polizia Postale ha trattato 365 casi di cyberbullismo con vittime minorenni.

Le forme del cyberbullismo

  • Insulti e derisione in commenti, messaggi privati o chat di gruppo.
  • Esclusione: togliere il ragazzo dal gruppo della classe o crearne uno parallelo per parlare di lui.
  • Diffusione di contenuti: screenshot di conversazioni private, foto imbarazzanti, fotomontaggi.
  • Furto d'identità: un profilo falso a nome della vittima per pubblicare cose che non ha mai detto.
  • Minacce e persecuzione, anche nei giochi online come Roblox o Fortnite.
  • Immagini intime, vere o create con l'intelligenza artificiale. Qui si va oltre il bullismo: diffondere immagini sessualmente esplicite senza consenso è reato (art. 612-ter c.p.) e va denunciato subito.

Dove succede

Il cyberbullismo segue i ragazzi dove passano il tempo. Le chat di classe su WhatsApp sono il luogo tipico dell'esclusione e dei soprannomi; su Instagram e TikTok si moltiplicano commenti e video che ridicolizzano un compagno; nei giochi online girano insulti e minacce in chat vocale; nei messaggi privati arrivano ricatti lontano dagli occhi degli adulti. Sapere quali app usa tuo figlio, e quando, è il primo passo per accorgersi in tempo che qualcosa non va.

Segnali che tuo figlio potrebbe essere vittima

Molti ragazzi non ne parlano, per vergogna o per paura di perdere il telefono. Fai attenzione a questi cambiamenti:

Cosa notiCosa può significare
Diventa teso o triste dopo aver guardato il telefonoHa ricevuto messaggi o commenti offensivi
Nasconde lo schermo o cancella le chat quando arriviHa paura o vergogna di ciò che succede
Esce all'improvviso dai gruppi o smette di pubblicareÈ stato escluso o preso di mira
Non vuole andare a scuola, ha mal di pancia o mal di testaI bulli sono compagni di scuola
Dorme male, mangia meno, si isola dagli amiciLa situazione sta pesando sul suo benessere

Un singolo segnale non prova nulla. Se però ne noti diversi insieme, apri una conversazione con calma, senza interrogatori.

Una madre parla con il figlio turbato sul divano, con lo smartphone accanto

Cosa fare: i passi concreti

  1. Ascolta senza giudicare. Digli che ha fatto bene a parlartene e che la colpa non è sua. Evita la minaccia "allora ti tolgo il telefono": è il motivo principale per cui i ragazzi tacciono.
  2. Non rispondere ai bulli. Né lui né tu: le risposte alimentano l'attacco.
  3. Salva le prove. Screenshot con data, ora e nome del profilo, link ai post. Fallo prima di bloccare o segnalare, perché i contenuti possono sparire.
  4. Blocca e segnala sulla piattaforma. Su Instagram, oltre al blocco, puoi usare Limita (i commenti di quella persona li vede solo lei) e le Parole nascoste, che filtrano le offese (Instagram). Su TikTok gli account dei minori di 16 anni hanno i commenti limitati agli amici, e con il Collegamento famigliare un genitore può decidere chi può inviare messaggi diretti (TikTok). Su YouTube usa ⋮ › Segnala.
  5. Chiedi la rimozione dei contenuti. Con la legge 71/2017 un ragazzo dai 14 anni in su, o un genitore, può chiedere al gestore del sito o del social di oscurare o rimuovere i contenuti. Il gestore deve prendere in carico la richiesta entro 24 ore e intervenire entro 48. Se non lo fa, puoi rivolgerti al Garante privacy con il modulo dedicato all'indirizzo [email protected], che decide entro 48 ore (Garante privacy).
  6. Informa la scuola. Dal 2024 ogni scuola deve avere un regolamento contro bullismo e cyberbullismo e un tavolo di monitoraggio. Il dirigente deve informare le famiglie e, nei casi gravi, le autorità.
  7. Rivolgiti alla Polizia Postale se ci sono minacce, immagini intime, profili falsi o persecuzione: puoi segnalare online sul Commissariato di P.S. Online e presentare denuncia in qualsiasi ufficio di polizia.

Cosa prevedono la legge 71/2017 e la legge 70/2024

  • Rimozione dei contenuti su richiesta del minore dai 14 anni o del genitore, con tempi certi e intervento del Garante privacy se la piattaforma non risponde.
  • Ammonimento del questore: un richiamo formale al bullo che ha compiuto 14 anni, convocato insieme a un genitore. Con la legge 70/2024 il riferimento è ai reati di diffamazione, minaccia e diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite (artt. 595, 612 e 612-ter c.p.). Gli effetti cessano ai 18 anni.
  • Più doveri per le scuole: regolamento interno, tavolo permanente di monitoraggio, informazione alle famiglie, segnalazione alle autorità nei casi gravi.
  • Percorsi rieducativi: il pubblico ministero presso il Tribunale per i minorenni può proporre una mediazione o un progetto rieducativo e riparativo seguito dai servizi sociali.
  • Linea 114 anche per il bullismo: il decreto legislativo 99/2025 ha esteso al bullismo e al cyberbullismo il servizio "Emergenza infanzia 114" e ha previsto un'indagine ISTAT ogni due anni.
  • 20 gennaio, Giornata del rispetto, dedicata alla prevenzione nelle scuole.

Per i casi più gravi restano i reati del codice penale: diffamazione aggravata, minaccia, atti persecutori, sostituzione di persona, diffusione illecita di immagini.

A chi rivolgersi

  • Telefono Azzurro, 19696: gratuito, 24 ore su 24, anche in chat e su WhatsApp, per ragazzi e genitori.
  • 114 Emergenza Infanzia: servizio pubblico gratuito, 24 ore su 24, ora anche per bullismo e cyberbullismo, con app e WhatsApp.
  • Polizia Postale: segnalazioni sul sito del Commissariato di P.S. Online e consigli per i genitori.
  • App YouPol della Polizia di Stato: permette di segnalare episodi di bullismo con foto o video, anche in forma anonima. Non sostituisce il 112.
  • 112 in caso di pericolo immediato.

Se tuo figlio è il bullo

Scoprirlo fa male, ma è l'occasione per intervenire presto. Parlagli senza umiliarlo, mostragli i messaggi e chiedi cosa è successo: spesso chi attacca ripete quello che fa il gruppo per non diventare a sua volta un bersaglio. Chiedere scusa, cancellare i contenuti e non ripetere sono il minimo; con la scuola concordate come riparare il danno. Ricorda che il ragazzo può ricevere l'ammonimento del questore (dai 14 anni e, dopo il decreto Caivano, in alcuni casi anche prima) e che i genitori rispondono civilmente dei danni causati dai figli minori (art. 2048 c.c.).

Come prevenire

  • Regole chiare prima del primo smartphone: quali app, profili privati, niente foto di altri senza permesso.
  • Impostate insieme la privacy: profilo privato su Instagram e TikTok, messaggi solo dagli amici, posizione disattivata.
  • Usate il controllo genitori del telefono: trovi i passaggi nella nostra guida al parental control su Android e in quella su Google Family Link.
  • Tenete aperto il dialogo: chiedi delle chat e dei giochi con la stessa naturalezza con cui chiedi della scuola.

Uno strumento di controllo parentale può aiutare ad accorgersi prima che qualcosa è cambiato: un'app usata fino a tarda notte, chat che all'improvviso occupano ore. Usalo in modo trasparente, concordato con tuo figlio, non come sorveglianza nascosta.

Schermata reale della dashboard demo di KidInspector: tempo su Instagram, numero di aperture, attività per ora e screenshot delle chat (dati demo)

Cogli i segnali prima che diventino un'emergenza. Su Android, KidInspector mostra quanto tempo tuo figlio passa in ogni app e acquisisce screenshot dell'attività nelle app di messaggistica supportate, con riconoscimento del testo su Android e macOS. Usalo sui tuoi dispositivi e su quelli dei tuoi figli, e di' loro che è attivo. Non funziona su iPhone.

Prova ora Guarda la demo

Per una panoramica degli strumenti, leggi la nostra guida al parental control.

Domande frequenti

Non esiste un unico "reato di cyberbullismo", ma i comportamenti che lo compongono sono reati: diffamazione, minaccia, atti persecutori, sostituzione di persona, diffusione illecita di immagini. La legge 71/2017 aggiunge strumenti specifici per i minori, come la rimozione rapida dei contenuti e l'ammonimento del questore.

Segnalalo alla piattaforma come genitore, chiedendo la rimozione ai sensi della legge 71/2017. Se entro 48 ore non succede nulla, invia il modulo al Garante privacy ([email protected]).

Di solito no. Il ragazzo lo vivrebbe come una punizione per essere stato vittima e la prossima volta non ti direbbe nulla. Meglio bloccare i bulli, sistemare la privacy e concordare delle pause.

Con screenshot che mostrino data, ora e profilo dell'autore, link ai contenuti ed eventuali testimoni. Salva tutto prima di bloccare o segnalare.

La legge 71/2017 lo prevede per i minori dai 14 anni; il decreto Caivano (legge 159/2023) lo ha esteso, in alcuni casi, anche ai più piccoli. Il ragazzo viene convocato insieme a un genitore, e gli effetti dell'ammonimento cessano al compimento dei 18 anni.

Telefono e computer di tuo figlio in un'unica dashboard. Con KidInspector vedi il tempo nelle app, i siti visitati e gli screenshot, secondo la piattaforma: Android, Windows e macOS. Non funziona su iPhone.

Prova ora Guarda la demo

Utilizziamo i cookie per far funzionare il sito, autorizzare gli utenti e raccogliere statistiche. Continuando a utilizzare il sito, accetti il trattamento dei dati personali. Informativa sulla privacy